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G8, l´ultima manganellata
Marco Preve
Fonte: Repubblica Genova, 17 giugno 2008
17 giugno 2008

Nel dibattito politico i critici lo chiamano l´emendamento "salva Berlusconi". Ma il disegno di legge sulla sicurezza, con il quale il governo vorrebbe congelare migliaia di processi potrebbe rappresentare il salvagente anche per alcuni imputati genovesi che, guarda caso, rappresentano il fior fiore della polizia italiana, e che si trovano ai vertici degli organismi che gestiscono la lotta al crimine organizzato piuttosto che i servizi segreti. Tutta gente che, se condannata, creerebbe sicuramente qualche imbarazzo al riconfermato capo della polizia Antonio Manganelli, che a quel punto sarebbe, forse, costretto a prendere qualche decisione di tipo disciplinare. Questo per quanto riguarda il dibattimento Diaz. Per il processo di Bolzaneto invece, il colpo di spugna garantirebbe all´Italia di schivare una figuraccia internazionale legata a quel carcere speciale in cui i diritti ebbero lo stesso rispetto che nelle prigioni sudamericane.
Insomma, i processi del G8 rappresentano un aspetto fondamentale all´interno della discussione sulla legge che sta per andare in discussione alale camere.
In queste ore di attesa per conoscere la sorte dell´emendamento, negli ambienti giudiziari il timore che sia la Diaz che Bolzaneto possano saltare è forte. Addirittura per il processo sul carcere speciale (45 persone imputate tra poliziotti, medici e agenti di polizia penitenziaria), sarebbe una beffa visto che il tribunale dovrebbe entrare in camera di consiglio il 21 luglio.
I pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati non commentano ma si limitano a dire di voler conoscere nei dettagli il provvedimento per poi prendere eventuali contromisure per cercare di accorciare ulteriormente il calendario quasi in una sorta di lotta contro il tempo.
Analoga la posizione dei loro colleghi Francesco Cardona Albini e Enrizo Zucca titolari del processo Diaz, dove tra i 29 funzionari e agenti di polizia compaiono nomi come quello di Francesco Gratteri e Gianni Luperi. In questo caso la sentenza è attesa per l´autunno.
In base alle prime notizie provenienti da Roma entrambi i dibattimenti ricadrebbero nell´elenco di quelli - per reati commessi prima del 30 giugno 2002 - ai quali verrebbe applicata la sospensione di un anno. Alla ripresa sarebbero necessarie nuove notifiche e nuovi calendari che, per le vicende del G8, considerato il numero degli imputati, significherebbero scivolare rapidamente verso la prescrizione.
La norma in discussione non si applicherebbe ai reati con pene superiori ai dieci anni. Nei due processi del G8 del 2001 viene contestato (oltre ad altri reati) il falso, che può portare ad una pena massima, ma non superiore, di dieci anni. Le altre imputazioni, calunnia, lesioni, ed altro prevedono pene inferiori.
Riccardo Passeggi è uno degli avvocati del Genoa Legal Forum che assiste le centinaia di parti offese dei processi, i ragazzi pestati alla Diaz e Bolzaneto. In queste ore c´è già chi sta pensando ad eventuali eccezioni di incostituzionalità.
«E´ ancora presto per le contromosse ma ci stiamo preparando - annuncia - . In ballo c´è il principio generale di eguaglianza del cittadino davanti alla legge. Stabilire la cancellazione per certi reati commessi ad una certa data arbitraria potrebbe configurare un vizio di illegittimità, perché andrebbe a ledere il principio costituzionale dell´obbligatorietà dell´azione penale e anche dell´indipendenza della magistratura».