Alla vigilia della Giornata mondiale dei dritti umani, dedicata quest'anno a tutti coloro che sono impegnati a porre fine alle discriminazioni, Cgil e Arci lanciano l'appello "Genova per noi" e si impegnano a partecipare alle iniziative che si terranno nel capoluogo ligure il prossimo luglio, a dieci anni da quel tragico G8 e dalla morte di Carlo Giuliani. L'appello delle due organizzazioni è assolutamente interno al percorso per il decennale lanciato da un documento, "La crisi e la speranza", che continuerà domenica con un appuntamento nazionale a Genova che servirà a formare i gruppi di lavoro per gli eventi da svolgere nel mese che precede gli anniversari.
Dieci anni fa, ricordano nel documento comune Cgil e Arci, la prima non c'era ma la seconda sigla sì, centinaia di migliaia di persone si preparavano a contestare pacificamente i potenti del mondo durante il G8 di Genova, ignari di dover incontrare una delle piu' grandi violazioni dei diritti umani avvenuta in un paese occidentale nel dopoguerra (parole di Amnesty International, ndr). Senza sapere e immaginare che «per anni si sarebbe dovuto chiedere verità e giustizia, giunte parzialmente dalle sedi giudiziarie e mai dall'ambito politico e istituzionale».Le ragioni che erano alla base di quella protesta, oggi, di fronte alla crisi globale, sono per le due organizzazioni «più che mai valide»'. La storia di questi anni ha infatti dato ragione a quanti dicevano che un mondo diverso è possibile, «ciò che allora pareva eresia».
Per questo, con l'intenzione di proseguire, innovare e allargare sempre più quel percorso, Cgil e Arci si preparano a costruire a luglio, in occasione del decennale, una presenza importante delle nostre organizzazioni, e invitano la società civile democratica a fare altrettanto, collocandosi all'interno dello spazio comune offerto dall'appello unitario "La crisi e la speranza". La costruzione di un'alternativa è dunque «possibile e necessaria», partendo dalla «irrinunciabile difesa dei diritti e della dignità delle persone». Da Cgil e Arci quindi un contributo responsabile per la costruzione di «un progetto nuovo, di una inedita visione di futuro» da condividere con altri perché «solo dalla contaminazione fra i diversi punti di vista e dalle esperienze concrete possono venire gli elementi di un pensiero credibile e universale».