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Giovanardi specula su Cucchi
Checchino Antonini
1 febbraio 2013

Cucchi era un drogato e sua sorella ne sfrutta la sorte per candidarsi. Stiamo qui a scrivere delle ultime sparate di Giovanardi, candidato Pdl al Senato, padre della legge che porta il suo nome e che, mentre riempie le carceri di consumatori, ingrossa i conti delle camorre tutte.
«Tutte le perizie arrivano alla conclusione che non c'e' nessuna relazione tra la morte di Cucchi ed eventuali percosse subite. Cucchi era stato ricoverato in ospedale precedentemente 17 volte per percosse, lesioni e fratture subite dai suoi amici spacciatori». Se vi siete mai chiesti cosa sia un "moderato", la ferocia di Carlo Giovanardi non vi depisti: un moderato è proprio come lui. Proibizionista, liberista, integralista, estremista di centro. Giovanardi, ospite della trasmissione "24 Mattino" di Radio24 ha attaccato ancora il trentunenne romano ucciso in un calvario tra stazioni di carabinieri, carceri, gabbiotti, infermerie e il "repartino" penitenziario del Pertini. Giovanardi lo fa con lo stesso stile dei legali degli imputati in divisa a ogni latitudine e con le stesse ragioni dei legali degli stupratori di ognidove: mette sotto processo uno stile di vita, punta a criminalizzare la vittima, ad aggredire i familiari che hanno l'ardire di cercare giustizia. «Tre poveri agenti di custodia - ha detto - sono massacrati da quattro anni perché dappertutto è stato detto che lui è stato massacrato di botte e il processo invece sta dimostrando il rovescio, cioè che è morto perché era debole, aveva una serie di patologie. Ha fatto lo sciopero della fame e i medici invece di curarlo l'hanno lasciato morire prendendo per buona la volontà di una persona che non sapeva gestirsi».
Gli agenti sotto processo sono per Giovanardi «tre poveri cristi che lavorano per 1200 euro al mese e subiscono un processo su un'accusa costruita sul nulla». Tre poveri cristi in mezzo a migliaia come loro le cui condizioni di lavoro sono state peggiorate dalle politiche di Giovanardi e non a caso il leader del più importante sindacato di categoria è candidato a fianco di Ilaria.
«E' evidente che Ilaria Cucchi sta sfruttando la tragedia del fratello», insinua ancora alla radio del quotidiano confindustriale a proposito della candidatura di Ilaria con Rc. «Come succede sempre
in Italia su fatti come questi, si costruisce una carriera politica e la sorella è diventata capolista di un partito. Era evidente che sarebbe finita così. Suo fratello è una vittima, tossico e spacciatore. E' come con Carlo Giuliani: certo Giuliani è una vittima, poveretto. Ma si possono intitolare a lui le sale del Parlamento? Io dico no, perché quando è morto stava per ammazzare tre carabinieri». E' una bugia e Giovanardi lo sa perché un video agli atti dimostra che Carlo raccolse l'estintore dopo aver visto la pistola puntata dal killer in divisa.
Ma è questo lo sport preferito di Giovanardi per raccattare voti, insultare i morti e le loro famiglie: lo ha fatto con Patrizia e Lino Aldrovandi, i genitori di Federico e perfino con i parenti delle vittime di Ustica dove è l'unico a credere nella fandonia della bomba a bordo. La caccia al voto dei benpensanti è uno sport estremo tanto più quando la concorrenza di Monti e del Pd è così agguerrita.
«Giovanardi è veramente fantastico - dice Ilaria - quando era alla presidenza del consiglio ha indicato la strada al processo. Bisogna dargliene atto. "Stefano Cucchi è morto per colpa sua. Ma si badi bene, solo per la sua vita dissennata e non per quello che gli è successo dopo l'arresto". In questo processo è intervenuto il governo, tramite Giovanardi, più di una volta. La strada della verità scientifica è stata tracciata dal consulente della procura nonché consigliere di amministrazione di un importante gruppo assicurativo in compagnia delle famiglia Ligresti e La Russa (fratello dell'allora ministro della difesa che si affrettò subito a dire che i carabinieri non c'entravano) e dalla prof. Cattaneo consulente del ministero degli interni. Direi che abbiamo fatto il pieno. Ma non si preoccupi Giovanardi, vedrà che i pm, dopo aver loro stessi sostenuto che mio fratello era stato picchiato dagli agenti e per questo ricoverato forzatamente al Pertini per nasconderlo da occhi indiscreti, visto che i loro consulenti escludono le percosse, chiederanno scusa loro agli agenti per averli ingiustamente accusati e portati avanti alla corte. Uso Stefano per fare politica? Dico a Giovanardi che, guardando le cronache giudiziarie di oggi, avrei, col senno di poi, usato me per tirare fuori Stefano da quel calvario. Sarò poco obiettiva ma non riesco a dimenticare che quello zombie, o larva, come l'ex ministro cristianamente ama definire Stefano, prima di pagare il fio dei propri errori in carcere, faceva pugilato ed andava a lavorare regolarmente. Con buona pace di tutti. Se sarò eletta, la legge Fini/Giovanardi è la prima cosa a cui metterò mano. Una legge criminale, che non solo ha ammazzato Stefano, ma ha riempito le galere».
Forse il vero disperato è Giovanardi.