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Cinisi, secondo attentato in 24 ore a casa di Peppino Impastato
Due bottiglie di acido corrosivo nei locali di Casa Memoria, l'associazione nata sulla memoria del'eroe antimafia ucciso 29 anni fa. Cosa nostra si fa sentire dopo la protesta contro la proposta di Forza Italia di intitolare un'aula del consiglio all'ex sindaco Pandolfo
Sebastiano Gulisano
Fonte: Liberazione (http://www.liberazione.it)
13 giugno 2007

Due intimidazioni nell'arco di ventiquattr'ore ai danni dell'associazione Casa Memoria Peppino e Felicia Impastato, a Cinisi (Palermo). Cosa nostra ha replicato così, con due bottiglie d'acido corrosivo versate nottetempo all'interno dei locali dell'associazione, al volantino che critica la proposta di Forza Italia di intitolare l'aula del consiglio comunale a Leonardo Pandolfo, ex sindaco di Cinisi morto di vecchiaia due anni fa. Un volantino con poche ma efficaci parole, quello di Casa Memoria, sotto una foto del 1952 che ritrae l'allora giovane Pandolfo insieme al capomafia dell'epoca, Cesare Manzella, a don Tano Badalamenti e il fratello Rosario, a Luigi e Masi Impastato, zio e padre di Peppino: «Consigliamo di esporre questa foto all'interno dell'aula consiliare del comune di Cinisi, quando verrà dedicata all'emerito On. Pandolfo». La proposta forzista era sostenuta anche dal consigliere di una lista civica e da uno della Margherita.
Pandolfo, al culmine della sua carriera politica (prima nel Psdi, poi nel Pli) è stato assessore regionale ai Beni culturali, nel '95, nominato proprio pochi giorni dopo la notizia dell'apertura di un'inchiesta a suo carico (poi archiviata) per collusioni mafiose. Quelli non erano certo i primi sospetti: da una ventina d'anni i carabinieri lo indicavano come beneficiario dei voti del clan Badalamenti e delle cosche mafiose di quella zona della Sicilia, ma la sua carriera non ne ha mai risentito.
«Non so se la doppia intimidazione sia riconducibile solo al volantino - ci dice Giovanni Impastato, fratello di Peppino, l'eroe antimafia reso celebre dal film I cento passi , e presidente di Casa memoria -. Penso che ai boss dia fastidio la nostra presenza, le battaglie per l'acqua, quelle col Social forum, il fatto che quella porta aperta rappresenta un segnale di riscossa, una sfida continua a chi vuole perpetuare la cultura mafiosa, che qui mantiene livelli elevati. Certo, la coincidenza dei tempi non è da sottovalutare: sabato comincia a circolare il volantino; la notte fra domenica e lunedì versano l'acido per la prima volta; lunedì viene il sindaco a dirci che lui intende fare intitolare l'aula consiliare a Peppino e non a Pandolfo; la notte successiva versano l'altro acido».
Coincidenze temporali che vanno a sommarsi con quanto emerso domenica, quando venti persone provenienti da tutt'Italia, insieme al cantautore palermitano Pippo Pollina, si sono trovate la strada sbarrata nel luogo dove il 9 maggio di ventinove anni fa gli sgherri di Badalamenti hanno ammazzato Peppino Impastato: un'inferriata arrugginita fissata con una catena e un lucchetto nuovi di zecca impedivano l'accesso all'area di contrada Siino-Orsa dove sorge il casolare dell'omicidio. Solo pochi giorni prima la giunta di Cinisi, su proposta del sindaco Salvatore Palazzolo, aveva deciso di vincolare l'area in memoria di Impastato e Casa Memoria aveva mosso i primi passi per acquistarla.
«Si tratta di una proprietà privata - tenta di minimizzare Giovanni Impastato - e può darsi che il proprietario abbia voluto, così, tutelare le vacche quando vanno lì a pascolare». Quell'area, però, è sempre stata accessibile a chiunque, prima e dopo l'omicidio, cioè da almeno trent'anni a questa parte, e da sempre versa in stato di totale abbandono. «È possibile che la decisione della giunta abbia infastidito il proprietario», ammette Impastato, mentre fra gli animatori di Casa memoria c'è chi pensa che quella del proprietario «sia una mossa per tirare sul prezzo».
La notizia delle intimidazioni ai danni di Casa Memoria ha provocato numerosi attestati di solidarietà alla famiglia Impastato e ai suoi collaboratori: da Fausto Bertinotti, presidente della Camera, a don Luigi Ciotti, presidente di Libera; da Francesco Forgiane a Beppe Lumia, presidente e vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia, a vari esponenti della politica e della società civile. Intanto sul web si fa strada la proposta lanciata sul sito di Umanità Nova ( http://it.groups.yahoo.com/group/umanitanova/) di organizzare un sit in davanti a Casa Memoria.